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News
1 novembre 2017
L'organista suona dì e notte frequentemente
tradizionale maratona d'organo di Ognissanti >>continua...
L'organo ritrovato

Basterebbero i nomi di maestri di cappella come il fiammingo de Wert, Benedetto Pallavicino, Gian Giacomo Gastoldi, Amante Franzoni, ma impressiona la lista degli autori che compaiono nel fondo musicale della cappella palatina: Contino, Gabrieli, di Lasso, de Monte, da Victoria, Asola, Baccusi, Massaini, Agazzari, Rovigo e Palestrina naturalmente, con le sue nove Messe Mantovane.
L'organo, realizzato nel 1565 secondo le indicazioni di uno dei più famosi organisti del tempo, Girolamo Cavazzoni, presentava una particolarità di raro interesse: 14 tasti in tutte le ottave ottenuti con la "spezzatura" di due cromatici (le coppie re#/mib e sol#/lab). Questo permetteva di superare i limiti dell'accordatura a terze pure, in uso tra Cinque e Seicento, fornendo note preziose per suonare con perfetta armonia in molte tonalità; ma soprattutto permetteva di trasportare qualsiasi brano vocale un tono sotto o sopra per la comodità dei cantori senza perdere il giusto rapporto degli intervalli della scala.
Più di quattro secoli di vita hanno segnato vistosamente lo strumento senza tuttavia portare alla perdita degli elementi sostanziali - le canne e il somiere - giunti miracolosamente fino a noi. È stato possibile allora ricondurre l'organo alle proporzioni d'origine, recuperando l'ordine di 16 piedi, il corista (con buona approssimazione), il temperamento e i tasti "spezzati".
Il restauro, affidato alla Bottega Organaria Giorgio Carli, è stato illustrato nelle sue fasi iniziali in una mostra tenutasi a Palazzo Te nel 1997.
Sulla scia dell'entusiasmo per il ritrovamento di un organo che da tempo era dato per disperso sono iniziati i lavori di restauro della Basilica. La luce è protagonista; entra dalle due grandi lanterne del tetto, si riflette sulle pareti bianche ed esalta un gioco sapiente di cornici e nervature. L'armonia degli spazi si sposa con quella dei suoni: a suonare è l’intera chiesa, dal catino absidale per il canto gregoriano alla grande cantoria sopra l'ingresso principale per la polifonia; dalla cantoria dell'organo a quella contrapposta per la musica concertata fino alle altre innumerevoli postazioni per gli effetti di eco.
C'è un progetto di ampio respiro per la fruizione di questo sito di straordinario interesse musicale.

 

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